venerdì 26 luglio 2019

Biglietti nel cestino


Oh oh...un'altro "kyriano". Quella giubba...quanti ricordi..e quella pista....quelle scuderie....quel berretto rosso....il vecchio Senegal.

sabato 13 luglio 2019

Biglietti nel cestino


Dicevano i saggi: mai mischiare il trotto col galoppo! Certo che leggere un nome come quello della sesta di Milano mette ancora oggi i brividi: Eskipazar...mamma mia che cavallo!

venerdì 12 luglio 2019

Il Derby di Dailer


Non sarà una storia da ottava corsa, ma nel 1976 chi avrebbe scommesso una lira su Dailer? "Come mai Pino Rossi e Felice Blangino vogliono correre il Derby?" se lo chiesero un po' tutti. E invece, il portacolori della Veranna mise tutti nel classico sacco con un impossibile numero 23 da milestone delle corse al trotto italiane.

domenica 9 giugno 2019

Lustrale, Giovanni Callegaro e gli allievi guidatori di 35 anni fa


Negli anni '80 capitava spesso che l'ottava corsa fosse riservata agli allievi che salivano comunque in sulky agli anziani. E' il caso di una corsa disputata a Padova nel 1985 e vinta di spunto da Giovanni Callegaro con il nove anni Lustrale della scuderia Marco-Orietta. Per correre il doppio chilometro del Breda, in un pomeriggio nuvoloso, ma su pista in buone condizioni, Lustrale fermò il cronometro sul 2.53 per una media di 1.24.7 al chilometro!

domenica 2 giugno 2019

Un doppio per la Seconda Stable di Rodolfo Marconi


Il 17 febbraio 1985 a San Siro si chiacchiera del Premio Encat, vinto il giorno prima da Blim con Anselmo Fontanesi. Si discute se avesse potuto vincere Ciconero, danneggiato, secondo Domenico Petrucci, da una partenza irregolare. Al trotter milanese, la domenica pomeriggio vede imporsi nel centrale Prize Regal con Mauro Zuanetti mentre sedici anzianotti si giocano una moneta da due milioni di lire nel Premio Atessa.

sabato 1 giugno 2019

Biglietti nel cestino


Anche il vecchi Sperlak ogni tanto andava in bianco. Anche si qui siamo proprio a fine carriera.

martedì 28 maggio 2019

C'era una volta (2)


di Alberto Giubilo* (seconda parte)

Nella grande platea pavimentata a quadrelle, grigie come il cielo milanese d'inverno, crepitavano i fuochi in grandi bracieri, d'un liberty non pretenzioso, spontaneo - vorrei dire - come tutto quanto allora si faceva: col lavoro e l'olio di gomiti. Mario Locatelli, quanto a orario, non temeva contestazioni di dipendenti. L'esempio, insomma. Tra una corsa e l'altra, la gente, programma e giornale alla mano, studiava la corsa. Si scaldava le mani.